Categoria: Lavoro

Per le donne immigrate l’emancipazione è un miraggio

Le donne sono circa la metà dei migranti internazionali, molte di loro sono impiegate in lavori di servizio o cura, spesso lontane dalla propria famiglia, oppure si occupano dei propri familiari e della casa, senza poter ambire a un impiego fuori.
Le famiglie sono il principale datore di lavoro delle immigrate: il comparto assorbe oltre 4 straniere su 10 e si caratterizza per tutte le criticità di un lavoro che continua a non essere considerato esattamente come tale, a partire dal l’impressionante diffusione dell’occupazione irregolare (stimata pari al 60% degli addetti).

Nella Piana dei braccianti rifugiati, tra sfruttamento e COVID-19

Sono giovani (età media 30 anni) e perlopiù richiedenti asilo e rifugiati fuggiti dall’Africa subsahariana i braccianti stranieri impiegati nella raccolta di agrumi nella Piana di Gioia Tauro. Solo poco più della metà hanno un contratto di lavoro e solo uno su otto riceve una busta paga in regola. La denuncia della clinica mobile di MEDU: nella crescente precarietà delle condizioni socio-abitative e di salute il COVID-19 ha trovato terreno fertile. «Nuove baracche stanno sorgendo di giorno. È tempo di dichiarare un nuovo fallimento delle istituzioni e della politica o di dimostrare che un nuovo corso è possibile e necessario?».