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Le due religiose rapite al confine tra Kenya e Somalia

Fonte: Famiglia cristiana
x-suor_maria_teresa.jpgIL PREZZO DELL’AMORE
Sono Caterina Giraudo e Maria Teresa Olivero. Fanno parte del Movimento contemplativo missionario padre de Foucauld di Cuneo, fondato da don Andrea Gasparino. La famiglia Olivero: su sei figli, due suore e un prete.
Ricorda l’ultima email trasmessa poco prima del rapimento: «Gliel’ho inviata domenica 9 novembre, attorno alle 20. Mia sorella ha risposto un’ora dopo. Da quando, un annetto fa, è arrivata l’energia elettrica a El-wak, il villaggio dove vive, ci scriviamo con regolarità, una volta ogni due-tre giorni. Non mi ha mai parlato di minacce».

Una vita spesa per gli ultimi, don Chiaffredo Olivero (per tutti, semplicemente Fredo) è un sacerdote molto noto in Piemonte: attualmente dirige l’Ufficio per la pastorale dei migranti della diocesi di Torino. È fratello di Maria Teresa Olivero, la religiosa rapita al confine tra Kenya e Somalia insieme con Caterina Giraudo. Entrambe appartengono al Movimento contemplativo missionario padre de Foucauld di Cuneo.

È successo nella notte tra il 9 e il 10 novembre. Un gruppo di persone armate ha attaccato El-wak, nel Nord-Est del Kenya, al confine con la Somalia, sparando e lanciando bombe. Sono entrati nella casa del Movimento e hanno rapito le due religiose, dileguandosi.

Caterina Rinuccia Giraudo (foto AP/La Presse).

In un’intervista all’agenzia di stampa Xinhua (Nuova Cina) il consiglio delle Corti islamiche ha condannato il gesto. «Siamo contrari al sequestro come arma di ricatto», ha affermato Abdurahim Issa Addow, portavoce dell’ala moderata del movimento, che ha firmato l’accordo di pace recentemente raggiunto a Gibuti con il governo di transizione somalo. «Non siamo in alcun modo coinvolti in questa vicenda», ha aggiunto Addow, che ha voluto così smentire le accuse lanciate da fonti governative del Kenya, le quali puntavano il dito proprio contro le Corti islamiche.

«Conosco bene quella zona e le due religiose rapite a El-wak», ha detto all’agenzia di stampa Fides monsignor Giorgio Bertin, vescovo di Gibuti e amministratore apostolico di Mogadiscio. «Si tratta di una zona piatta, desertica, dove la frontiera è praticamente ignorata da tutti, sia perché i controlli sono inesistenti, sia perché le popolazioni locali sono somale». Circa movente ed esecutori, monsignor Bertin propende per «il banditismo puro e semplice».

Caterina Giraudo, meglio nota come Rinuccia, ha 67 anni ed è nata a Boves (Cuneo). Stessa provincia, ma diverso comune d’origine per Maria Teresa Olivero. «La nostra famiglia è di Centallo», spiega don Fredo. «Mamma e papà erano contadini. Siamo in tutto quattro sorelle e due fratelli. Io sono nato nel 1942, Maria Teresa nel 1948».

C’è una terza vocazione religiosa. Un’altra sorella, Elsa Olivero, è entrata anch’ella nel Movimento contemplativo missionario padre de Foucauld. «È reduce dal Madagascar, dove tornerà nel 2009», precisa don Fredo. Che ricorda il grande carisma di don Andrea Gasparino, «uomo dalla profonda spiritualità, il quale, terminata la guerra, nell’ottobre 1951 raccolse cinque ragazzi rimasti senza nulla dando inizio al Movimento, caratterizzato da un’intensa vita di preghiera (dal 1959, a Cuneo, c’è l’adorazione eucaristica continua) e dallo stare davvero in mezzo ai poveri. Così anche a El-wak, da 25 anni. Un amore ricambiato. La gente del posto sta custodendo la casa di Rinuccia e di Maria Teresa. Non è un caso».
Alberto Chiara

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