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Essere imprenditrici straniere a Milano: le storie di Mona e Jenny

Mona Mohanna e Jenny Sugar sono due donne, la prima stilista libanese, l’altra pasticciera venezuelana. Entrambe sono arrivate in Italia alla fine degli anni ’80. “Ci vorranno anni per uscire dalla crisi”
Milano – Essere imprenditrici straniere a Milano. C’è chi ha appena aperto un’attività e deve fare i conti con un mercato in stallo e c’è chi lavora da anni e racconta di non aver mai visto un periodo buio come questo. Problemi che accomunano italiani e immigrati. Mona Mohanna e Jenny Sugar sono due donne, la prima stilista libanese, l’altra pasticciera venezuelana. Entrambe sono arrivate in Italia alla fine degli anni ’80: Mona nel 1989 scappava da una guerra e Jenny fuggiva da un Paese in cui non si riconosceva. Entrambe denunciano una situazione difficile: Mona non vende più come prima ed è costretta a ritardare i pagamenti, Jenny si sente oppressa dalle tasse e cerca di resistere giorno per giorno.

Mona nasce a Khiam, un villaggio nel sud del Libano. Poi si trasferisce a Beirut e nel 1989 la lascia per andare prima a Reggio Emilia e poi a Milano per studiare moda e design, le sue passioni. La sua prima linea di vestiti, caratterizzati dall’utilizzo di tessuti provenienti dall’Oriente e tutti cuciti a mano, prende vita nel 1999 ed è un successo. Da allora le cose sono cambiate. “Ho dovuto diminuire la linea d’abbigliamento – spiega, seduta nel suo laboratorio in zona Lambrate a Milano – perché i prezzi delle materie prime sono aumentati del 30/40 % e a causa del calo delle vendite sono stata costretta a produrre vestiti e accessori più economici”. Mona lavora affiancata da una collaboratrice italiana e ha sei dipendenti, principalmente donne, in Libano. Sostiene che “fino a 4/5 anni fa si vendeva molto, poi sono cambiati i consumi”. E la crisi non lascia scelte. “Non avevo mai tardato un pagamento – aggiunge – ma oggi sono costretta perché dall’altra parte ci sono i distributori che non rispettano i tempi”.

Anche Jenny Sugar, 58 enne, ha visto cambiare la sua attività. È la titolare di “SugarTree”, una pasticceria-cioccolateria in via Bellotti a Milano. L’imprenditrice, che ha imparato a cucinare dai suoi nonni, due pasticceri viennesi, ha aperto il negozio nel 1999. Il suo giudizio sulla situazione attuale è netto: “L’Italia sta ammazzando l’artigianato – afferma – e non esiste sostegno alle piccole imprese”. Venticinque anni fa Jenny lasciò il Venezuela perché, dice, “c’era una situazione che non mi piaceva”. L’Italia rappresentava la speranza di ricominciare e di realizzare i suoi sogni. Oggi però non avrebbe lo stesso coraggio. “Ci vorranno anni per uscire dalla crisi – conclude – e lo Stato non fa altro che usarci per pagare le tasse che altri rubano”. (Ludovica Scaletti)

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