Con la crisi economica aumentano gli infermieri stranieri.

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Una risposta

  1. Franco Cilenti ha detto:

    La redazione di Lavoro e Salute (www.lavoroesalute.org) ha chiesto alla consigliera Eleonora Artesio di farsi promotrice in Consiglilo Regionale di una pressante azione a favore delle centinaia di infermieri stranieri che (causa impedimenti legislativi) non possono esercitare la professione in Italia, per dare loro un’opportunità di lavoro, riqualificandoli come OSS. Una delle soluzioni concrete per er affrontare urgentemente la forte carenza di questa figura nella sanità piemontese.

    In allegato l’interrogazione in Consiglio Regionale.

    Cordiali saluti
    ——————-
    Al Presidente del Consiglio regionale del Piemonte
    INTERROGAZIONE
    a risposta orale in Aula
    OGGETTO: riconoscimento titolo di studio e corsi per OSS
    Premesso che:
    – per ottenere il riconoscimento del titolo di studio sanitario straniero è necessario seguire il procedimento di riconoscimento dei titoli professionali come previsto dai relativi decreti legislativi. Il titolo di studio straniero viene comparato a un titolo analogo se attesta un livello di qualifica professionale equivalente in Italia, tenendo conto della durata degli studi compiuti nel paese di provenienza e dei contenuti disciplinari analitici
    Considerato che:
    – tale percorso di riconoscimento presso il Ministero della Salute di fatto certifica l’impedimento all’esercizio della professione infermieristica per molti richiedenti, in particolare per chi proviene dai Paesi dell’Est Europa in possesso di percorsi di scuola dell’obbligo non corrispondenti a quelli italiani;
    Valutato che:
    – Un possibile sblocco di riconoscimento, e relativo impiego lavorativo, per queste figure viene previsto dall’Accordo Stato-Regioni del 18 febbraio 2001 con il raggiungimento di una qualifica professionale quale l’operatore socio-sanitario. In Italia il titolo di OSS viene conseguito in seguito alla frequentazione di un corso di qualifica teorico-pratico della durata di almeno 100 ore
    Visto che:
    – la formazione è di competenza delle Regioni e delle Province autonome, le quali nel contesto del proprio sistema della formazione devono quantificare il credito formativo da attribuire in base ai titoli pregressi, come previsto dall’Art. 13 dell’Accordo, prevedendo misure compensative nei casi in cui la formazione pregressa risulti insufficiente;
    – in sede di Conferenza Stato-Regioni il 14 dicembre 2006 è stato approvato il documento relativo ai “Criteri per la predisposizione dei percorsi complementari finalizzati al rilascio della qualifica di Operatore Socio Sanitario rivolti a soggetti con crediti professionali in ambito sanitario”, per i titoli acquisiti nei diversi Paesi UE ed extra UE
    Valutato che:
    – nella Regione Piemonte l’attivazione dei corsi ricade sotto la competenza degli Assessorati alle Politiche sociali, alla Sanità e all’Istruzione e formazione professionale. Nel recente passato i diversi Assessorati hanno effettuato incontri in sede di Conferenza dei Servizi per l’attivazione dei corsi complementari della durata di 200 ore
    INTERROGA
    la Giunta regionale,per sapere:
    – per sapere quali impedimenti sono intervenuti nel frattempo, mentre, ad oggi, alcune centinaia di infermieri, che non hanno avuto il riconoscimento del titolo professionale del Ministero, attendono un’opportunità di lavoro nel servizio sanitario del Piemonte già fortemente carente di OSS, che si potrebbe concretizzare utilizzando le risorse interne alle Asl per l’effettuazione dei corsi complementari.

    Torino, 30 Marzo 2012
    PRIMO FIRMATARIO Eleonora Artesio

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