Accoglienza, i sindaci: “Il dopo-Rosarno non è servito a nulla”
Scritto da Redazione il 5 August 2012 in Asilo, Notizie e appuntamenti
I primi cittadini di Riace e Acquaformosa ricevuti in municipio a Lamezia dopo la protesta contro la mancanza di fondi per l’accoglienza: “Il nostro modello riconosciuto dall’Acnur ma non siamo riusciti ad aprire un dialogo con gli enti locali”
Lamezia. “Abbiamo iniziato questo particolare percorso dell’accoglienza e dell’integrazione dei rifugiati sulla base di uno slancio etico, partendo dalla voglia di riscatto di alcuni territori. Il modello Riace è anche un messaggio politico con cui abbiamo voluto avviare dei processi virtuosi. La politica dell’accoglienza è servita per immaginare e creare realmente degli scenari antitetici a quelli delle mafie”. Sono alcune considerazioni di Mimmo Lucano, sindaco di Riace, che questa mattina è stato ricevuto in municipio a Lamezia dal sindaco Gianni Speranza, dagli assessori della giunta e da alcuni dirigenti comunali lametini. Insieme a Lucano anche Giovanni Manoccio, primo cittadino di Acquaformosa, il comune della provincia cosentina che ha condiviso il “modello accoglienza” dei rifugiati messo in campo dall’amministrazione comunale riacese.
I due sindaci, in queste ultime settimane, hanno protestato contro la mancata erogazione dei fondi a favore del progetto “Emergenza nordafrica”, un progetto nato in seguito all’ondata di sbarchi sulle coste calabresi nel periodo della “primavera araba” che ha generato il crollo dei regimi totalitari degli Stati del Maghreb e la conseguente fuga in massa dai Paesi in rivolta. Lucano e Manoccio hanno spiegato che “stranamente è stato affidato il compito di gestire l’emergenza alla Protezione civile. Sono stati poi erogate ingenti somme per le realtà associative che si sono proposte di accogliere i profughi, ma per noi che facciamo parte dello Sprar i soldi non sono arrivati”. I due amministratori hanno raccontato la lunga trafila fatta nei mesi scorsi da un ufficio all’altro della regione o della Protezione civile per sollecitare l’erogazione delle risorse necessarie al sostentamento dei rifugiati, accolti nei due comuni di Riace e Acquaformosa. Lucano e Manoccio hanno precisato che “alle associazioni che hanno accolto i profughi ammassandoli in strutture alberghiere o in centri senza i giusti requisiti, sono stati erogati 46 euro per ogni rifugiato. A noi che facciamo parte della rete Sprar danno 23 euro a persona. Una somma con cui dobbiamo garantire servizi e beni di prima necessità. E’ chiaro, quindi – hanno commentato i sindaci – che nella gestione dell’emergenza è prevalso il business su qualsiasi altro fattore”.
“Il nostro modello accoglienza è stato riconosciuto dall’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati. Abbiamo ricevuto notevoli riscontri a livello nazionale e internazionale – ha commentato Manoccio – ma non siamo riusciti ad aprire un dialogo, un confronto proficuo con gli enti e le istituzioni locali. In questi mesi abbiamo incontrato persone ‘sorde e assenti’. Se non avessimo fatto una protesta eclatante come lo sciopero della fame, non avremmo ancora avuto alcuna risposta”. Lucano e Manoccio hanno ribadito che “il dopo-Rosarno non è servito a nulla e che sembra proprio che il modello di accoglienza di Riace e Acquaformosa, acclamato dalla comunità internazionale, non interessi il governo calabrese. Eppure – hanno insistito i due amministratori – il prefetto della Protezione civile nazionale, Franco Gabrielli, ci ha ringraziato per la disponibilità dimostrata ad accogliere i profughi che l’anno scorso arrivavano con gli sbarchi. La Calabria che è il fanalino di coda del Paese ha fatto scuola mentre altre regioni, come la Lombardia, hanno chiuso le porte agli stranieri”. I due primi cittadini hanno anche evidenziato che a livello nazionale si ha l’intenzione di ampliare la rete Sprar che in Calabria conta già due province e 7 comuni coinvolti. Il sindaco Speranza ha ringraziato Lucano e Manoccio per aver accolto l’invito ed ha definito i due sindaci e le realtà che essi rappresentano “il volto della Calabria migliore”. (Maria Scaramuzzino)
Fonte: www.redattoresociale.it





20 giugno 2013

Sono disponibili per il download i quaderni realizzati dall'UPM in collaborazione con


