Creare lavoro per i rom in patria (Romania) per frenarne l’esodo

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Una risposta

  1. Pietrangelo ha detto:

    mi dispiace ma i ROM (che non sono solo Rumeni) ce l hanno nel sangue di non lavorare di sfruttare la prostituzione e l’elemosina basta stare in Romania e chiedere ha i Romeni cosa pensano degli zingari e non è vero che uno che non vive nella metropoli è un ROM (quello che scrivete sopra lascia intendere questo poi si scrive TIGAN non gitano) basta anche solamente capire la loro lingua e ascoltare le loro conversazioni per comprendere che ogni soldo datogli per beneficienza o raccolto per creargli una possibilità di lavoro sono buttati nel gabinetto soprattutto quando scopri che i loro capi (perchè hanno una organizzazione gerachica)si cotruiscono in Romania dei castelli (nel vero senso della parola)dove in cima come se fosse una chiesa che pone la statua di un santo ci mettono il simbolo della mercedes in argento col cerchio del raggio di 4 metri ,con baghi in rubinetteria d’oro dove qualche architetto italiano gli ha fatto mettere il bidè e loro lo usano per lavare le scarpe. io sono Italiano di origini Bergamasche dove sapete benissimo come viene vissuta la cultura del lavoro e vi posso assicurare che un Tigan ne è molto lontano….. investire per far lavorare i Rumeni è un’ altra cosa e qui sono d’accordo .
    p.s. scusate lo sfogo
    De Luca

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