Pacchetto Sicurezza’: Chiese Metodiste, “disubbidiamo a una legge ingiusta?”
Scritto da Redazione il 14 August 2009 in Notizie e appuntamenti
Fonte: www.misna.org
“Possiamo fare finta di niente davanti ad una legge avversa alla vocazione a cui siamo chiamati? Che il Sinodo si esprima denunciando questa discriminazione ‘legale’”: è uno dei passaggi dell’editoriale a firma di Gianluca Fiusco e intitolato “Disubbidiamo a una legge ingiusta?” pubblicato nell’ultimo numero di Riforma, il settimanale delle chiese battiste, metodiste e valdesi presenti in Italia. L’articolo si somma alle molte voci che dagli ambienti religiosi cristiani, e non solo, si sono levate in numero crescente contro il cosiddetta ‘Pacchetto Sicurezza’, esprimendo sofferenza e contrarietà a una legislazione giudicata discriminatoria e restrittiva dei diritti umani, decisa e attuata dalla maggioranza governativa, con la tolleranza passiva dell’opinione pubblica. Invitando a spostare l’attenzione dal piano politico “al piano dell’azione concreta che, come Chiesa di Cristo, siamo chiamati a intraprendere” l’autore ritiene urgente che quanti credono nel vangelo diventino “Chiesa Confessante”, utilizzando il termine scelto dai cristiani evangelici tedeschi davanti all’idolatria nazista della razza. Dopo aver spiegato che non si tratta di imporre un’etica al Parlamento, ma del dovere della Chiesa di difendere i deboli e le vittime di un “ordine” sociale che vuole la disuguaglianza e aver invitato il mondo religiose a “non soltanto fasciare le vittime che sono finite in mezzo agli ingranaggi della ruota, ma arrestare gli ingranaggi stessi”, Fiusco aggiunge: “Ormai persino l’obiezione di coscienza non è sufficiente (…) è necessario il clamore di gesti significativi e incisivi. Siamo capaci, come Chiesa, di assumerci la responsabilità dell’Evangelo? (…) Siamo disposti ad autodenunciarci e disubbidire a una legge ingiusta, contraria alla chiamata cui noi rispondiamo?”. Domande che l’autore pone alla sua chiesa metodista e valdese in vista del prossimo Sinodo metodista e valdese. “L’occasione è vicina, il Sinodo è vicino ed è lì che la Chiesa nel suo insieme può assumere una decisione di disobbedienza attiva, assumere la decisione di essere Chiesa Confessante in un tempo di rinnovate violenze e discriminazioni”.



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