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provvedimento Piemonte per evitare ‘bimbi invisibili’

culle-20090313-175615.jpgFonte: www.misna.org
Con una circostanziata direttiva, la Regione Piemonte – prima regione italiana a farlo – ha affidato ai direttori delle aziende sanitarie regionali e dei presìdi presso cui sono attivi ‘punti nascita’ il compito di registrare i bambini nati da immigrati irregolari, privi cioè del permesso di soggiorno. “Si tratta di un provvedimento essenziale – ha detto alla MISNA don Fredo Olivero, Direttore regionale in Piemonte e diocesano a Torino della pastorale per i migranti – che risolve alcune delle questioni sorte con l’approvazione da parte del parlamento del cosiddetto pacchetto sicurezza. La direttiva infatti dispone che siano gli stessi funzionari sanitari a registrare i bambini e chiede che i genitori siano informati sulla possibilità di effettuare la registrazione senza incorrere in problemi giudiziari”. Secondo don Fredo, che in diverse occasioni ha contestato alcune norme all’interno del pacchetto sicurezza come quella che introduce il reato di clandestinità, la direttiva della Regione Piemonte, poggiando in ogni suo punto su leggi e norme ben precise, può fare da battistrada affinché anche altre regioni italiane possano evitare la creazione di sacche di emarginazione con la presenza di un crescente numero di cittadini (in questo caso bambini) invisibili allo stato e di conseguenza privi di diritti fin dalla nascita. Perché, come sottolinea il provvedimento della Regione Piemonte, “è necessario sottolineare che la dichiarazione di nascita e il riconoscimento del figlio sono senz’altro provvedimenti di interesse non del solo straniero dichiarante (ovvero del genitore), ma anche del figlio oggetto del provvedimento, oltre a sottendere una chiara connotazione di interesse pubblico generale alla registrazione e identificazione di persona nata sul territorio dello stato”.

La Direttiva

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