“Signore che mi insultate, non siamo della stessa razza”

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3 Risposte

  1. stefano sciuto ha detto:

    Venerdì mi è successo lo stesso, anche se il vecchietto sbraitante non ce l’aveva con me, ma con l’autobus che non arrivava. Dopo averne dato la colpa agli immigrati, invocava il ritorno del duce, o almeno Meloni e Salvini!

  2. Paola Mariani ha detto:

    Faccio parte del Movimento Federalista Europeo, che nell’animo di tutti noi nel tempo è diventato Movimento Federalista Mondiale: una federazione di tutti gli stati/nazioni del mondo. I cristiani, scherzo io con i miei amici non credenti o non cristiani, chiamano ciò Regno dei Cieli. Pare che ci vogliano ancora parecchi millenni perché si realizzi. Ed allora preghiamo il Signore della Storia di darci una mano nel lavoro che ciascuno di noi può fare (io sono vecchia, ma continuo a lavorarci).Buon lavoro a tutti!

  3. Anderson ha detto:

    Non basta nascere o crescere in Italia per diventare italiano, essere italiano non è una questione di cittadinanza, ma di popolo, dimenticate che l’art. 1 della legge n. 91/92 stabilisce che è cittadino per nascita il figlio di padre o madre cittadini. Viene, quindi, confermato il principio dello ius sanguinis, già presente nella previgente legislazione, come principio cardine per l’acquisto della cittadinanza mentre lo ius soli resta un’ipotesi eccezionale e residuale, quindi uno può anche avere la cittadinanza, ma non sarà mai italiano.

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