Brutta aria in “campagna”: quel razzismo in libertà

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2 Risposte

  1. paola mariani ha detto:

    Forse che meno gravi sono le provocazioni continue in tutti gli ambiti sociali? Una volta le chiamavamo parolacce (ricordo che per un “me ne frego” a 17 anni mi beccai uno schiaffo dalla mamma della mia più cara amica) ora sono diventate un modo di parlare abituale anche tra persone/adulti cosiddette per bene. Dalla famiglia alla scuola, dal luogo di lavoro al luogo di viaggio……Si fa a gara per denigrare tutto e tutti, per sparlare, spettegolare, insultare. E di ciò sono responsabili anche la stampa, il cinema e la tv. Una “maleducazione” insopportabile. Compito di TUTTI è vigilare nel proprio ambito, fare quello che si può, contando sulla capacità che la PAROLA BUONA ha di colpire e di aiutare a cambiare linguaggio, soprattutto a cambiare MENTALITA’ e CUORE.

  2. fiorella farinelli ha detto:

    spesso sono le parole a fare i pensieri non il contrario

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