Edilizia: denuncia della Cgil, “lavoratori stranieri costretti ad aprire le partire IVA”.

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2 Risposte

  1. salvo ha detto:

    Carissimi amici della Cgil, vi accorgete solo adesso di quanto accade ai calcestruzzari ? Ovviamente non voglio fare una polemica su questo. Alcuni lavoratori stranieri lavorando come commesse all’interno di una cooperativa, gli è stata aperta una partita iva, lavorare quindi come appaltatrice del servizio, lei non poteva assolutamente mettere altri prodotti se non quelli della cooperativa, mancanza di liberta decisionale in merito alla conduzione di tale punto vendita, mansioni di cassiera, mansioni di controllo fatture su prodotti in arrivo, mansioni di magaz.ra, mansioni di pulizia nel negozio e prodotti di pulizia a carico dell’appaltatrice, ed altro, risultava come lavoratrice autonoma, oggi si ritrova da pagare contributi e partita iva, un vero fallimento, ma chi controlla queste cose ? Una percentuale da fame, macchinari e mezzi facenti parte del negozio erano a carico della cooperativa,una famiglia da mantenere, vuole sapere a quanto ammonta il cosddetto ISEE….indicatore della situazione economica Euro 5.638,00, valore scala equivalenza 1,97 indicatore della situazione economica equivalente ISEE è il seguente… 2.861,93.
    Chi non conosce le leggi o quantomeno la signora sperava di avere a che fare con gente seria, i controllori che siete anche voi perchè come previsto avete la facoltà di ascoltare il lavoratore anche nell’azienda cosa avete fatto ? nulla ? La cooperativa essendo in torto ha chiuso alcuni punti vendita, alcuni li ha dati in gestione ad azienda satellite che a sua volta rendendosi conto dell’errore o meglio forse così si guadagna di più si vedeva costretta ad assumere i lavoratori. Rimanevano fuori i più poveri che si sono dati da fare per un punto vendita. Non dimentichiamo che le cooperative agricole o come vgliamo chiamarle della trasfomazione del latte ricevono congrui contributi dalla regione, dallo Repubblica Italiana, dall’Europa. Il mio commento lasciata al suo destino in mezzo ad una strada con accollo di contributi e partita iva, ovviamente una casa da mantenere in affitto e una figlia minore. Cosa mi risponde su questo?
    I controllori della Direzione Provinciale del lavoro che erano passati, non si sono accorti che la stessa svolgeva mansioni diverse ? Quelli della cooperativa perchè non hanno assunto detto personale forse sarebbero stati costretti a versare altri contributi e una busta paga? Non voglio commentare quale azienda agricola o di trasformazione del latte perchè mi vergogno di tali persone che mantengono la propria famiglia diversamente i propri figli all’università,e roba firmata ed altro da non commentare a discapito del personale che lavorara come commessa addetta alle vendite, pur avendogli fatto firmare un contratto di appalto e servizi.
    Adesso gli è arrivata una cartella dalle entrate di circa tremilaeuro cosa mi risponde?
    Cosa può fare ? Da italiano mi vergogno, i miei zii che erano emigrati in Svizzera non sono stati trattati in questo modo. Sono riusciti a farsi una dignitosa casa in città e una villa in campagna i figli si sono laureati. Mentre noi Italiani sfruttiamo i lavoratori stranieri.
    Saluti Salvo.

  2. salvo ha detto:

    Dimenticavo, se la se prendiamo i soldi dall’Europa per questi progetti o dallo Stato perchè questi lavoratori sono stati così sfruttati ? Ciao Salvo.

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