Zarzis. Un giardino d’Africa e l’ulivo della pace in memoria dei morti nel Mediterraneo

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Una risposta

  1. paola mariani ha detto:

    1956, se non sbaglio; ero una ragazzina, ma “L’arpa birmana” me lo ricordo bene: la storia di Mizushima che dà onorevole sepoltura ai corpi dei commilitoni uccisi per mano degli inglesi; come non ricordare quel canto dell’addio?
    Da allora non faccio che leggere di persone che seppelliscono altre persone, corpi di sconosciuti, corpi di uomini e donne come noi. Usque tandem continueremo ad ucciderci e a seppellire i morti? D’altronde “seppellire i morti” è un’opera di misericordia per tutti gli uomini che amano gli uomini………… Verrà il giorno in cui in pace seppelliremo ciascuno i propri cari morti “di vecchiaia”?

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