Chi siamo
Breve introduzione sull’attività
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L’Ufficio per la Pastorale dei Migranti è un organismo pastorale costituito dall’Arcivescovo di Torino con statuto specifico (01 marzo 2001) per favorire l’evangelizzazione dei migranti. I settori di azione indicati dallo Statuto sono cinque :
- migranti stranieri
- italiani all’estero
- Rom (Zingari)
- personale dei circhi
- addetti alla navigazione
Ha operato con vari nomi: CISCAST (1975/1990), Servizio Migranti (1990/2001).
Attualmente la maggiore attività è nel settore dell’immigrazione straniera, dove interviene con la massima attenzione riguardo all’accoglienza, all’integrazione, al dialogo interculturale sul territorio della Diocesi di torino, facendo riferimento ai valori evangelici e alle indicazioni date in merito dal magistero della Chiesa.
In quanto organismo Pastorale opera senza fini di lucro: il sostegno alle iniziative e ai progetti promossi dall’Ufficio e il reperimento delle risorse umane ed economiche ricade quindi sulle Comunità ed irtituzioni ecclesiali e sui gruppi organizzati più attenti a queste problematiche.
L’Ufficio per la Pastorale dei Migranti opera in collaborazione con i Comuni, la Provincia di Torino e la Regione Piemonte su progetti specifici che possono essere cofinanziati.
Partecipa al Coordinamento delle Caritas e Migrantes del Nord Italia (“Coordinamento Pastorale” ex GE.MI.TO), ed al coordinamento Caritas sulla “tratta delle donne immigrate a fini di prostituzione”. A livello Diocesano è strettamente coordinato con i diversi Sportelli e Servizi per i migranti.
Gli obiettivi 2008-2011
Per questi quattro anni intendiamo continuare il lavoro di integrazione degli stranieri (immigrati/e) o nati/e in Italia “generazione 2^” che ormai hanno superato i 4.000.000 e a Torino città sono 115.889 (31.12.2008) e 150.000 circa compresa la provincia, 350.000 nella Regione Piemonte.
1. Rendendo sensibili ed aperti ai diversi, i cittadini italiani della dimensione dell”Avvenimento Migratorio” che ci invita a convivere lavorando sia direttamente con le comunità, sia attraverso il “collegamento pastorale” (Caritas/Migranti) e il “Coordinamento Pastorale” che riunisce le diverse realtà che operano con gli stranieri e le “Migrantes Regionali”
2. Potenziando il servizio delle comunità cattoliche (oggi 18) ed ecumeniche (1), Ortodosse (14) e Copte (2), Evangeliche (10) creando cappellanie etniche guidate da sacerdoti che abbiano dimestichezza con le culture “altre” (diverse) in modo che Cristo venga annunciato in modo comprensibile e la Diocesi accolga nuove culture anche molto diverse (es. per le culture e religioni es. Islamiche, Buddisti, Taoisti e “laici”)
3. Favorire l’inserimento degli stranieri non come un problema, ma una “nuova risorsa” ed “esperienza” nelle parrocchie, nelle unità pastorali e nei Consiglio Diocesani e parrocchiali e delle Unità Pastorali.
4. Continuare ad offrire un servizio efficace e di qualità ai nuovi cittadini : Pastorale, formazione linguistica, informazione, compilazione modulistica, ricerca casa e lavoro, consulenza, avvio ai Centri di Servizio sociale e della salute, delle fasce deboli (mamme con bambini, vittime di tratta,rifugiati)
5. Visitare i credenti delle Unità Pastorali e sostenere il confronto nella formazione pastorale,sociale e culturale. In particolare è disponibile un manuale annuale (Dossier Immigrazione) e diverse pubblicazioni dell’UPM sui temi attuali : (Rom, Integrazione, Europa, “2^ generazione)
In questi prossimi 4 anni, sottolineiamo soprattutto alcuni nuovi settori
a) Continuare il lavoro di tutela psicologica e psichiatrica, sostegno ai malati di HIV/AIDS con la Regione e con chi si ammala nell’affrontare l’inserimento sociale (disagio psichiatrico e psichico grave)
b) Formazione dei leaders di Comunità in campo sanitario, formazione (con la Regione Piemonte) delle collaboratrici domestiche e addette alle case di cura
c) Sostegno all’inserimento in tutta la Regione dei rifugiati e richiedenti rifugio verso una vita stabile e decorosa, rispettosa dei diritti umani
d) Integrazione dei giovani (in collaborazione con le comunità e soprattutto con l’ASAI (Associazione Animazione Interculturale) che già svolge un lavoro egregio sia nella scuola che sui territori a rischio
e) Lottare contro la deriva razzista che domina la cultura di una parte della società e della Chiesa
f) Mantenere e potenziare i Coordinamenti : “coordinamento pastorale” dei servizi per gli stranieri, “coordinamento regionale Migrantes/Caritas Immigrazione, coordinamento Rom e Sinti, collegamento pastorale Caritas/Migranti, coordinamento mamma e bambino, coordinamento tratta regionale e nazionale, osservatorio rifugiati
g) Mantenere l’impegno per una nuova forma di integrazione dei Rom e Sinti, sviluppando anche il loro interesse religioso.




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