post-rivoluzione egiziana – giorno 38

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Una risposta

  1. Marco ha detto:

    Elisa, esiste un vecchio adagio che in medio oriente recita: “non c’è guerra senza l’Egitto e non c’è pace senza la Siria”.
    La domanda cruciale è: verrà rispettato il trattato di pace con Israele? Israele non ha alcun contenzioso geografico con l’Egitto, anzi, nel 73 dopo la guerra, Israele propose all’ Egitto di contemplare, nel trattato di pace che restituiva il Sinai, anche il protettorato su Gaza, ma Sadat rifiutò.
    Pur essendo una pace “fredda” fra Israele ed Egitto c’è stata collaborazione e partnership in moltissime iniziative di sviluppo, prima fra tutte la nascita e lo sviluppo del polo turistico di Sharm-el-Sheik, collaborazioni in campo agricolo e tecnologico. La preoccupazione è che la presenza di forze estremiste possa rimettere in discussione tutto questo. Se i governanti egiziani saranno illuminati da una logica di sviluppo e crescita democratica non ci sarà ragione di ricascare sulla propaganda anti-israeliana e antioccidentale da sempre usata per far dimenticare le pance vuote.

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